È una caratteristica intrinseca di tutti gli organismi biologici, prima o poi muoiono. Si tratta di una legge impietosa, eppure chiara e trasparente, per la quale non esiste rimedio
Di fronte ad affermazioni di questo tipo il mondo tende a dividersi in due grandi gruppi: da un lato vi è chi subisce e patisce questa constatazione, e si limita a sopravvivere in attesa dell’ineluttabile evento; dall’altro vi è chi si arma di consapevolezza e decide di fare la propria parte, e contribuire a migliorare la realtà che ci circonda
Per quanto questo parallelismo possa sembrare forzato, di fatto è pienamente sovrapponibile
Usando la parola chiave merci pericolose prova a fare una ricerca in rete e scopri il declino più totale
Sessioni di formazione contratte all’inverosimile, un copia incolla dei soliti e più banali concetti, immagini di etichette sballate (ed in questo l’utilizzo dei programmi di IA ci aiutano a rincarare la dose), liste improponibili di procedure e check list
Una montagna di nulla per misurare l’ampiezza del vuoto nel cosmo
In tutto questo sfacelo il DGSA, colui che dovrebbe fare da roccaforte di informazioni e competenze per la gestione di merci pericolose, con maestria suprema, più raffinata di un anziano camaleonte, si trasforma nel factotum delle necessità burocratiche: una firma, qualche foglio excel, un paio di attestati ed una relazione a fine anno
Dall’altro lato, prendendo spunto da una nota dell’Ufficio Studi Confetra sull’andamento del comparto della logistica in Italia, si constata che il settore della logistica continua a crescere con un fatturato superiore ai 112 miliardi di euro (2023) portando il valore di questo comparto a circa l’8% del PIL italiano. Al netto dei necessari adeguamenti quantitativi, la situazione in Europa non è diversa: il dato certo è che il mercato della logistica è in crescita

Il valore di questi dati deve essere letto in correlazione con altri due parametri di particolare significato: il peso “relativo” delle merci pericolose, e l’evoluzione della struttura di servizio
Il peso delle merci pericolose
Ad oggi non abbiamo statistiche che ci permettono di conoscere appieno il valore movimentato delle merci pericolose, possiamo quindi procedere solo per approssimazioni
Dai dati Eurostat si ricava che, per il 2024, il volume di merci pericolose trasportate via strada, misurato in termini di milioni di ton*km, è quello riportato in questa immagine.

Similmente (dati Eurostat per il 2024) è possibile ricavare il volume di merci pericolose trasportate via ferrovia, misurato sempre in termini di milioni di ton*km

Un secondo dato significativo, per quanto ancora relativo è l’incremento di rubriche all’interno di RID ed ADR
Da 2932 rubriche del 2021 (rif. ADR 2021) siamo oggi passati a 2945 rubriche totali, tra le quali compaiono 661 rubriche NAS (Non Altrimenti Specificate) che, per la loro natura generica, raccolgono merci (sostanze) di classi merceologiche differenti, seppure accomunati dalla stessa tipologia di pericolo
I livelli di servizio
Il secondo parametro da prendere in considerazione non può che attenere alla struttura di servizio
I dati Confetra sopra riportati, ad esempio, fanno riferimento a servizi logistici di tipo 3PL (Logistica di terza parte) ovverosia esternalizzazione dei servizi di stoccaggio, gestione inventari, picking, imballaggio, spedizione, logistica inversa (es. resi e rientri per interventi di riparazione)
È alquanto evidente che la complessità dei servizi, il tenore di scambio (di dati ed informazioni) tra speditore e trasportatore (o fornitore di servizi logistici) nel 2025, ma anco più nel 2026, assume un peso in nessun modo comparabile a quello dello scorso decennio e, stando alle accelerazioni tecnologiche degli ultimi mesi, i prossimi anni non potranno che essere più impegnativi
Un esempio su tutti può derivare dalla diffusione dei sistemi di alimentazione ad energia elettrica. Si è rapidamente passati da pile e batterie con una energia nominale di qualche Wh, necessari al funzionamento di dispositivi elettronici, ai BESS (Battery Energy Storage System), ovvero sistemi di stoccaggio dell’energia a batteria, la cui capacità è misurata in MWh (solo per chiarezza espositiva 1 MWh = 1.000.000 di Wh), con tutte le tipicità e particolarità tecnologiche di questi sistemi

Il ruolo strategico del DGSA (ma ancor più del DGRM)
In questa crescita esponenziale di difficoltà e complessità pensare di gestire le merci pericolose come avveniva nel 2010 (anno di pubblicazione del D. Lgs 35/2010, di attuazione della direttiva 2008/68/CE, relativa al trasporto interno di merci pericolose) è come giocare alla roulette russa oppure, in termini meno coloriti, equivale ad affidarsi alla sorte, con la consapevolezza che nella migliore delle ipotesi dovrò perdere clienti, cedere quote di mercato, fronteggiare costi di adeguamento apparentemente inattesi
Altresì chiaro che un DGSA con una preparazione basata unicamente sulla capacità di risposta ad un set di quiz d’esame è evidentemente impreparato a questa trasformazione del mercato
A ben vedere, gli stessi regolamenti modali (ADR, RID, ADN, Codice IMDG, DGR), fanno fatica a tenere il passo: basti pensare che mentre questi regolamenti si adeguano a cadenza biennale, le innovazioni tecnologiche hanno tempi di reazione decisamente più spediti
Nel 2026, quindi, non potremo che dedicarci allo studio della modellistica di analisi del rischio, anticipando temi ed esigenze che potranno essere recepiti solo nei prossimi anni oppure lasciare spazio a nuove figure professionali dotati di visione sistemica e capaci di integrare le 3S:
- Sicurezza Sociale
- Sviluppo Economico
- Sostenibilità
Ben arrivato 2026…ben venuti nel nuovo mondo!
Se non vuoi estinguerti (i dinosauri dovrebbero averci insegnato qualcosa) segui questa pagina ed insieme vedremo le regole pratiche ed operative di Blue Ring Code | Il Codice delle Merci Pericolose
